Il ruolo del consumatore nella salvaguardia del Pianeta

Il primo articolo di questo nuovo spazio, è per me doveroso dedicarlo al ruolo (chiave) del consumatore nella salvaguardia del Pianeta. C’è chi dice che è fondamentale, c’è chi dice che il cambiamento può arrivare solo dall’alto. La verità è che la questione è più complessa e articolata di quanto si possa pensare. Di seguito, dunque, una breve panoramica volta a offrire spunti di riflessione che verranno successivamente approfonditi in maniera verticale e puntuale.

Di fronte alla crisi climatica che sta investendo il Pianeta, tendiamo spesso a pensare che le nostre azioni e le nostre scelte in qualità di consumatori non possano fare alcuna differenza. Eppure, questo non è esatto: anche una piuma, su una bilancia, può determinare da che parte penderà l’ago.

Forse un nostro piccolo gesto, da solo, non cambierà il mondo domattina. Quel che è significativo, tuttavia, è ciò che il gesto rappresenta e racchiude.

E’ doveroso premettere che è indispensabile che i decision makers che si trovano in posizioni apicali di governi e multinazionali prendano posizioni nette e provvedimenti immediati per progredire verso uno sviluppo sostenibile e mitigare le catastrofiche conseguenze dei cambiamenti climatici che l’essere umano ha causato, mettendo a repentaglio la vita sul pianeta per come la conosciamo. Eppure, il fatto che un’ampia fetta di potere decisionale risieda nelle mani di pochi, non dovrebbe deresponsabilizzarci dall’agire, quotidianamente, per costruire insieme un futuro sostenibile. 

NON SIAMO SOLI

Agire individualmente avvicinandosi a stili di vita più sostenibili, oggi, è un vero e proprio dovere – oltre che una necessità. Non possiamo più far finta di niente. Soprattutto poiché ogni nostro gesto va sempre pensato applicato  a migliaia di persone. Magari se io scelgo un capo di moda etica non faccio la differenza, ma se lo facessero tutti? Magari se evito prodotti in plastica monouso non cambio il mondo, ma se lo facessero tutti? Se fossero sempre di più le persone ad agire in un determinato modo, che messaggio passerebbe? 

Che i consumatori, come collettività, preferiscono determinati trend ad altri. E poiché il mercato per sua natura va dove va il profitto in quanto è la domanda a plasmare l’offerta, la produzione inizierebbe a cambiare. Stiamo già assistendo a questa inversione di rotta, attraverso l’emergere di realtà che si muovono in questa direzione: dobbiamo solo attivarci per consolidare questo cambiamento.

Sono due i principali ordini di ragioni per cui non è semplice agire in questo senso (ma possiamo lavorarci).

  • Le abitudini sono inconsce e ben radicate, ed è molto complicato sradicarle per lasciar spazio ad abitudini nuove
  • Nell’epoca dei consumi, siamo costantemente bombardati da messaggi che ci fanno percepire come indispensabile anche la più superflua delle merci. Dobbiamo esercitarci alla consapevolezza nel distinguere i nostri bisogni reali da quelli indotti.

IL BUON ESEMPIO

A nessuno piace sentirsi dire come comportarsi o non comportarsi. La condivisione invece di stili di vita da cui traiamo beneficio, può rivelarsi invece uno strumento eccezionale per ispirare le persone che ci circondano. Chissà che magari qualcuno possa trarre ispirazione e provare ad avvicinarsi a stili di vita più sostenibili, diventando a propria volta un buon esempio per qualcun altro, e così via… in un circolo virtuoso di buone pratiche.

L’ATTIVISMO

Essere attivisti significa agire attivamente in linea con i propri valori e condividere pubblicamente il proprio sentire, per coinvolgere sempre più persone lungo questa via e, collettivamente, far sentire la propria voce alle istituzioni per spronarle a prendere posizione e agire in maniera concreta nella direzione richiesta.

A volte può sembrare difficile, la grandezza delle conseguenze del cambiamento climatico sembrano ormai del tutto fuori controllo, eppure siamo ancora in tempo per cambiare rotta: il tempo è poco, ma ognuno di noi ha nelle proprie mani il potere di fare la differenza