Strategie di comunicazione etica: 5 consigli

Comunicare in maniera etica significa comunicare in maniera aderente a ciò che si è. Questo vale per qualsiasi realtà: dalle aziende al terzo settore, dalle istituzioni fino ai personal brand. Oggi una strategia comunicazione etica è essenziale per coinvolgere il proprio pubblico.

Ma cosa significa “comunicare ciò che si è”?

E soprattutto, perché è essenziale, in questo momento storico più che mai?

Finalmente – e per fortuna – le persone iniziano a chiedere sempre più trasparenza da parte dei brand che producono beni e dalle realtà (collettive o individuali) che offrono servizi. Uno dei più grandi esempi è stata la campagna lanciata anni fa da Fashion Revolution #whomademyclothes, ma non solo. E’ sempre più viva l’attenzione dei consumatori alla ricerca di marchi e certificazioni di enti terzi che attestino sostenibilità, etica e trasparenza della produzione . Il livello di consapevolezza si sta alzando e se vogliamo contribuire alla creazione di un futuro realmente sostenibile per il pianeta e per le persone, anche chi comunica la propria offerta, deve (dovrebbe) farlo in maniera etica. Se desideriamo un futuro più etico e sostenibile, dobbiamo essere le prime e i primi ad agire in quella direzione.

Raccontare ciò che non si è, attraverso trucchetti riconducibili al greenwashing, è un gioco che dura poco e che posiziona male il brand sul mercato. 

E allora, come si fa a implementare

una comunicazione etica?

1) GENUINITÀ

Innanzi tutto, è essenziale comunicare ciò che si è. Il rischio di greenwashing è dietro l’angolo e molte realtà tendono a comunicare in maniera distorta chi sono/cosa fanno, per accaparrarsi una fetta di mercato più ampia. Ciò che invece si rivela sempre premiale, sul lungo periodo, è la genuinità. Comunicando i propri percorsi e il proprio impegno per la sostenibilità, sia in termini di traguardi, sia in termini di ostacoli incontrati (e come si intende lavorare per superarli). L’onestà rende il brand umano e credibile, avvicinandosi al sentire del consumatore: non esiste la perfezione e chiunque può sempre migliorare.

2) OSTACOLI

L’accento sugli ostacoli incontrati è importante indice di onestà: raccontare in maniera trasparente quali sono state le maggiori sfide in termini di sostenibilità, e come si sono affrontate (o come si stanno affrontando, se si è ancora nel processo) è essenziale per creare un rapporto di fiducia legato a un intento sincero della realtà di muoversi in una precisa direzione.

3) LE PERSONE

Raccontare la storia delle persone che lavorano dietro al brand: in un mondo di utenti abituati e abituate a brand impersonali di cui nulla si sa di quel che c’è dietro ma soprattutto di chi vi è dietro, mostrare i volti e raccontare le storie di chi fonda un brand dalla propria visione, ai motivi e ai valori che hanno condotto alla nascita di un determinato progetto non solo avvicina il consumatore ad un’altra persona, ma responsabilizza il brand. E per comunicare in maniera etica non si può prescindere dalla responsabilità, avendo letteralmente il coraggio di metterci la faccia. Credere così tanto in quello che si fa, da metterci la faccia: nel bene e nel male. Non mi nascondo dietro a un logo ma racconto la mia storia. 

4) LA VOCE AI CONSUMATORI

Chiedere e accogliere pubblicamente i feedback: i riscontri delle consumatrici e dei consumatori sono quanto di più prezioso un’azienda possa analizzare per ottimizzare la propria offerta. Ascoltare davvero i bisogni delle persone che si avvalgono dei nostri servizi o acquistano i nostri prodotti è l’unico tool che può permettere di migliorare l’offerta in maniera reale rendendola ottimale per il cliente. Questo è uno strumento straordinario per costruire uno storytelling vicino a chi consuma, che attraverso le proprie scelte di acquisto – di fatto – mantiene in vita il brand.

5) SINERGIA

Creare rete con altre realtà e comunicare insieme l’impegno congiunto, per la realizzazione di un futuro più sostenibile. Non è più il tempo della competitività, di chi offre il prodotto migliore al minor prezzo. Il mondo sta cambiando: a fronte di un futuro incerto, è necessario unire le forze e lavorare insieme verso obiettivi comuni. In un mondo dove tutto è interconnesso e interdipendente, individuare realtà – anche e soprattutto di altri settori – con le quali implementare assieme iniziative che aggiungano valore, è la chiave. Questo valore può essere comunicato attraverso i canali di ciascuna realtà, che faranno da cassa di risonanza anche per le altre realtà coinvolte, creando reti virtuose di impegno, con una forte credibilità alla base. Questo vale sia per le sinergie all’interno del settore privato, che tra settore privato e terzo settore.

Questi piccoli cinque consigli, sono un primo spunto di riflessione per un percorso di destrutturazione della propria comunicazione e messa terra di nuove strategie di comunicazione etica. La comunicazione etica, un aspetto imprescindibile per contribuire alla costruzione di futuro più sostenibile.

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